COSA FARE

 

LA PUGLIA

È una delle terre più ricche di storia, di bellezza, di tradizione. Particolarmente sviluppato è l’artigianato con i suoi lavori in ceramica, cartapesta, ferro battuto, ricami. Il folk si manifesta in processioni, balli in costume, rappresentazioni. Dal Camping dei Trulli e dal Villaggio Agriturismo Raggio di Sole si possono raggiungere agevolmente, in pullman o in auto, vicine località di vestigia storiche, musei e villaggi caratteristici.

 

 

Alberobello, rappresenta il cuore della Valle dei Trulli. Alberobello fu fondata nel XV secolo dai conti Acquaviva. Alberobello è un pittoresco centro agricolo e turistico formato in gran parte da trulli che gli conferiscono, oltre ad una vaga aria fiabesca, notevole interesse architettonico riconosciuto nel 1996 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Nella sola Alberobello ci sono circa 1.500 trulli di vario tipo. Alberobello, città dei trulli, occupa un terreno ricco di rocce calcaree stratificate, che offrono il materiale di costruzione che rende unica non solo l’immagine della stessa Alberobello ma tutto il territorio prettamenete limitrofo ad Alberobello. Le ragioni storiche del trullo di Alberobello come costruzione a secco sono riconducibili all’abuso di potere dei feudatari. Se si pensa che agli inizi del seicento i diversi nuclei familiari che si erano stabiliti nel territorio di Alberobello – attirati anche dalle franchigie concesse dai conti di Conversano – risultavano a tutti gli effetti abitanti della vicina Noci, si comprende benissimo la problematica presente al tempo nella oggi fantastica Alberobello. L’immagine del trullo di Alberobello è da sempre associata alla Puglia, dove affonda le radici Alberobello, come una delle espressioni più tipiche della zona. Presentandosi nelle province di Bari, Brindisi e Taranto, i trulli trovano la consacrazione assoluta e monumentale nella città di Alberobello. Oggi i trulli di Alberobello sono circa un migliaio, presentando l’importante definizione di monumento nazionale dal 1930 e di recente entrati a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. A vederli da lontano i trulli di Alberobello appaiono grandi cumuli di pietre, ma raggruppate in alcune zone, come il centro storico di Alberobello, ci si immerge in una visione fantastica e unica. Dal greco “tholos”, il trullo è una costruzione a pianta centrale circolare o quadrata realizzato a secco. Alla sua sommità c’è una cupola a forma di cono realizzata in “chiancarelle”, pietre calcaree posate anch’esse a secco in cerchi concentrici e bloccate all’apice da una pietra (serraglia) e da un pinnacolo. La diffusione del trullo nel territorio di Alberobello risale al XVII secolo, durante il dominio del conte di Conversano Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, detto il “Guercio di Puglia”, il quale mirava a sviluppare un feudo indipendente dalla Corte di Napoli senza chiedere l’autorizzazione al Re. A questo scopo, oltre ad erigere nel 1635 una dimora per sé tutt’ora esistente ad Alberobello, fece trasferire un gruppo di coloni cui era concesso coltivare la terra e costruirsi un’abitazione, purché questa fosse realizzata a secco e non con calce, in modo da poter essere abbattuta velocemente in caso di ispezione regia. Nel 1779 la Selva si svincolò dal vassallaggio feudale divenendo comune Regio. Decadde così il vincolo di costruire solo case a trullo. Il villaggio prese il nome di Alberobello, toponimo derivante da “Sylva Arboris Belli” (selva dell’albero della guerra), da un querceto che anticamente ricopriva la zona. La prima costruzione difforme dai trulli (Alberobello) si può ammirare in Piazza Plebiscito: è la Casa D’Amore, eretta con malta e mattoni e persino dotata di un balcone, proprio di fronte alla dimora dei conti. Le mete da visitare ad Alberobello sono numerose: le stradine dei Rioni Monti e Aia Piccola si diramano tra una moltitudine di trulli che esaltano lo splendore della semplicità. Il trullo più grande è il Trullo Sovrano, eretto nella seconda metà del 700, l’unico con piano sopraelevato. Fa da sfondo il Santuario dei SS. Medici costruito sul finire dell’800. A forma di trullo anche la chiesa in stile Romanico-pugliese di S. Antonio costruita nel 1926. Diverse sono le zone panoramiche pronte a stupire i visitatori, invitandoli a respirare a pieni polmoni l’aria salubre e secca del vento di collina. Manifestazioni: Festival folcloristico nazionale ed internazionale “Città dei Trulli” (prima settiamana di agosto); Festa dei Santi Medici Cosma e Damiano (25-28 settembre).

 

Martina Franca è meta consigliata a tutti gli appassionati del barocco e dei palazzi signorili. La città, che sorge su una collina che domina la Valle d’Itria, a 431 metri sul livello del mare, è uno dei maggiori centri della provincia di Taranto, con circa 45.000 abitanti. Fondata nel 1300 dal principe di Taranto Filippo d’Angiò, nel 1507 divenne feudo dei Caracciolo, che la trasformarono in una capitale del barocco pugliese: un “barocchetto” sobrio e leggiadro, personalizzato dalle maestranze locali. Nel 1668, il duca Petracone V Caracciolo vi fece costruire il Palazzo Ducale (opera del bergamasco Giovanni Andrea Carducci), meravigliosa struttura che si richiama allo stile dei sontuosi palazzi romani. Di straordinaria bellezza la basilica di S. Martino e S.ta Comasia, con portale e fregi che esaltano la fastosità del barocco. Incantevoli le stradine del centro storico dove si respira un’aria patinata di nobiltà, a cospetto di un patrimonio artistico-culturale ben conservato negli anni.Oltre alle sue bellezze architettoniche, la cittadina è nota per l’allevamento del cavallo Murgese, antico retaggio dei suoi primi abitanti, cavalieri provenzali, e dell’Asino catalano, importato in Puglia durante la dominazione spagnola. Ogni anno, d’estate, Martina Franca ospita il Festival della Valle d’Itria, una delle più prestigiose rassegne operistiche a livello nazionale, sin dal 1975. Caratteristiche le fiere e le sagre religiose del periodo estivo. Due volte l’anno si festeggia San Martino: l’11 novembre e la prima domenica dopo il 4 luglio.

 

Locorotondo dal latino locus rotundus, è un toponimo manifestamente medievale per indicare la rotondità del colle dove sarebbe poi sorto il paese. I primi insediamenti umani in Locorotondo risalgono al tempo della dominazione Bizantina cessata nel secolo XI con l’arrivo dei Normanni conquistatori. Locorotondo fu dapprima feudo del monastero benedettino di Monopoli, successivamente dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme ed infine degli Aragonesi. Il territorio di Locorotondo si presenta a pianta circolare, a 410 metri sul livello del mare, ed è caratterizzato da abitazioni rettangolari con tetti spioventi detti “cummerse” realizzati in chiancarelle, di cui è ricco il sottosuolo. Meravigliose ed incantevoli le stradine del centro storico di Locorotondo, dai muri bianchi di calce e dai balconi in ferro battuto ricolmi di cascate di gerani dai variopinti colori; il tutto in uno scenario romantico e suggestivo. Da girare in bicicletta sono le centotrenta contrade che compongono la campagna di Locorotondo, animata da uliveti e vigneti disposti con geometrica precisione. Da questi pregiati vigneti (Verdeca e Bianco d’Alessano) nasce il Bianco Locorotondo D.O.C., noto ben oltre i confini regionali, che unisce in sè la cultura e la tradizione contadina.Degne di nota a Locorotondo sono la chiesa della Madonna della Greca, divenuta monumento nazionale, e la chiesa Matrice dedicata al culto di S. Giorgio martire, costruita nel 1578. Locorotondo è tra “I Borghi più belli d’Italia”. L’importante riconoscimento per il centro storico di Locorotondo, entrato a far parte di un’importante gruppo di paesi più belli di tutto territorio nazionale, rappresenta l’ennesima conferma delle meraviglie naturali di Locorotondo e di tutta la valle dei trulli in Puglia.Di forma circolare e raggruppato attorno alla Chiesa Madre, il centro storico di Locorotondo si presenta con un particolare fascino, grazie all’uso della bianca calce che avvolge ogni antico edificio e stradella dell’abitato di Locorotondo. Grazie all’aministrazione e agli abitanti, Locorotondo non presenta segni di abbandono o di degrado. Il centro storico di Locorotondo non offre grandi magnificenze artistiche od architettoniche, ma colpisce per il suo insieme di ambientazioni graziose ed intime. Fuori dalla tradizione pugliese, le case di Locorotondo terminano con degli inconsueti tetti aguzzi chiamati cummerse. In particolare, volando sopra Locorotondo, si possono notare come i tetti siano costituiti da lastre calcaree (chiancarelle) che nascondono nella parte sottostante una volta a botte piuttosto rialzata. Questo tipo di copertura particolare del centro urbano di Locorotondo la si ritrova solamente in alcune delle campagne del circondariato di Locorotondo.Il panorama di Locorotondo vecchia, caratterizzato uniformemente da cummerse, suggerisce l’immagine di qualche cittadina nordica. Secondo alcune infondatate testimonianze, a Locorotondo in tempi passati ci sarebbero state influenze da parte di costruttori d’Oltralpe che avrebbero trapiantato a Locorotondo questo stile costruttivo.Dalla vecchia Porta Napoli, uno dei due ingressi principali di Locorotondo, si nota una antica struttura muraria con un arco lunato i cui conci sono ornati da motivi tardomedievali; di esso s’ignora l’originaria collocazione, probabilmente costituiva la presente porta di Locorotondo. L’antica sede del Comune di Locorotondo era costituita dalla Sala, un edificio non più esistente, ubicato di fronte al castello. L’attuale edificio, adibito a Biblioteca civica è centro di coordinamento di altre iniziative culturali che si svolgono durante l’anno a Locorotondo. In occasione della sua costruzione a Locorotondo, venne alterata l’antica via Maggiore, che andava sviluppandosi da piazza castello, attuale piazza Vittorio Emanuele II di Locorotondo, fino alla Chiesa Madre. La tozza torretta venne eretta nel 1819 per collocarvi l’orologio proveniente dal campanile dell’antica Chiesa Madre, facendo sentire i suoi rintocchi per tutta Locorotondo. Nel 1870 l’originaria costruzione fu rinnovata in alcune parti ingentilendola con la sovrapposizione di una edicoletta circolare, che un tempo costituiva uno dei due campanili minori fiancheggianti la cupola dell’attuale Chiesa Madre di Locorotondo. Attaccato a quest’ultimo spicca in Locorotondo il magnifico palazzo Morelli. Quest’unica dimora signorile di Locorotondo ha conservato integra l’impostazione architettonica barocca, di primo settecento, della facciata. A Locorotondo, appuntamento da non perdere nel mese di agosto è la festa in onore del patrono S. Rocco (16 agosto), che comprende oltre i vari momenti religiosi una “sagra degli involtini soffocati” (gnumeredde suffuchete, un fiore all’occhiello dell’ottima gastronomia locale dal sapore semplice e genuino) e la gara dei fuochi pirotecnici che segnano la chiusura dei festeggiamenti.

 

Cisternino, un importante centro di origine messapica, si affaccia per un versante sulla Valle d’Itria e per l’altro sulla costa. I Messapi furono un antico popolo che abitò il Salento ancor prima dei greci e dei romani. Nel Medioevo Cisternino fu abitato dai monaci basiliani profughi dall’Oriente in seguito a persecuzioni, e conserva ancora le “specchie” (monumenti funebri) e i “dolmen” (tombe ed altari) del villaggio pre-romano. Fu successivamente feudo di Monopoli.Le case del suo centro storico hanno un aspetto tipicamente orientale, con le corti nascoste e le scale esterne per collegare i piani. Incomparabile il panorama che offre lo scenario campestre della grande valle punteggiata dai trulli, apprezzata anche da movimenti religioso orientali che ne hanno fatto la meta delle loro comunità. Da visitare: la chiesa madre di S. Nicola di Patara di origine romanica che sorge sui resti di una primitiva cripta basiliana, il santuario della Madonna d’Ibernia e la torre di Porta Grande di origine Normanna che rappresentava la principale porta d’accesso al borgo antico. Il 15 luglio c’è la Fiera dell’Aia e di S.Quirico.Interessanti sono gli appuntamenti musicali e culturali in occasione di “Pietre che cantano”, nella Piazza principale del paese.

 

Ostuni Costruita su insediamenti messapici, Ostuni si presenta con un nucleo antico con stradine, piazzette e vicoli che in passato facevano capo alle cinque porte munite di torri. Il monumento più importante di Ostuni è la cattedrale, uno dei più noti edifici sacri di importanza regionale, specie per le caratteristiche della facciata con tre portali sormontati da rosoni a cerchi concentrici. Ostuni, con i suoi 33.000 abitanti, è una delle inconfondibili cittadine presenti nella zona sud-orientale della murgia pugliese, meglio conosciuta come “Murgia dei trulli”. Grazie all’evidente colorazione bianca che contraddistingue gli edifici, Ostuni vanta l’appellativo di “Città bianca”. Posizionata sulla sommità di una collina, Ostuni domina tutto il paesaggio sottostante caratterizzato da spianate di coltivazioni di ulivi, infatti Ostuni segna il limite tra la piana di ulivi e la zona collinare interna caratterizzata da trulli e muretti a secco. Da evidenziare la costa di Ostuni che presenta una serie di baie con coste frastagliate e con spiagge dalla sabbia bianca e fina. Accompagnato da un evidente macchia mediterranea, il litorale di Ostuni si presenta come uno dei più importanti della Puglia. Attigua al litorale di Ostuni è la Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, un’area naturalistica di circa 1.100 ettari, dichiarata di interesse internazionale. Nella riserva di Ostuni, la splendida palude ospita acquitrini e dune con macchia mediterranea ed accoglie una ricchissima fauna, in particolare uccelli migratori acquatici. Da visitare l’area naturalistica di Lamacornola, a circa 5 km da Ostuni.La cosiddetta “lama” di Ostuni, rappresenta un fenomeno carsico tipico del paesaggio delle Murge, avente anche valore storico, accogliendo numerosi insediamenti rupestri utilizzati come abitazioni, oltre che luoghi di culto in epoca medioevale.Particolare è la “cavalcata in costume dei devoti” di Sant’Oronzo, protettore di Ostuni, dove, in corrispondenza della processione, si può osservare l’accompagnamento a cavallo con i devoti di Ostuni in costumi caratteristici.Mete da segnalare, oltre ai caratteristici locali ove assaporare prelibati piatti del luogo, sono le “Marine di Ostuni”, quali Villanova, impreziosita da un mirabile Castello del secolo XVI, Marina di Ostuni e Monticelli, ove ancora oggi permangono resti di un antico villaggio risalente all’età del Bronzo. Di grande interesse anche la Cripta di San Biagio, eretta nel 1148 presso la chiesa omonima, che presenta resti di affreschi ed iscrizioni latine.

 

Castel del Monte sorge su un’altura di 540 metri, circondata di boschi, da cui domina la vasta pianura circostante verso l’Adriatico. Questo maestoso castello, eretto nel 1240, è un segno tangibile della grandezza di Federico II di Svevia, imperatore germanico.Ha pianta ottagonale scandita da otto torri alte 29 metri, portale a timpano, strette finestre e ampi camini. Il castello, nel quale l’architettura gotica si fonde attraverso la tradizione romanica della regione con la classicità romana, fu spogliato della varietà dei suoi marmi nel Settecento. Per volere di Federico II, la posizione delle eleganti bifore e trifore dell’edificio fu studiata in funzione del valore simbolico e astrologico delle luci e delle ombre da esse proiettate sulle pareti. Il castello fu edificato su un’altura affinché fosse visibile anche dalle lontane marine dell’Adriatico.Dalle sue finestre lo sguardo spazia su gran parte delle Murge e del Tavoliere. Noto per la sua forma ottagonale, Castel del Monte è un castello medievale, dalle funzioni polivalenti all’interno dell’organico sistema castellare realizzato da Federico II di Svevia per governare il territorio, e da analizzare nei suoi rapporti con i principali castelli della zona. Il 29 gennaio 1240 l’imperatore Federico II firma un decreto in cui ordina di predisporre il materiale necessario alla costruzione di un castello situato presso la chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria de Monte. Castel del Monte fu costruito tra il 1240 e il 1246, e i documenti attestano che l’Imperatore vi pose molta cura ma pare che egli non via abbia mai risieduto, infatti, secondo molti, la funzione abitativa di Castel del Monte è alquanto dubbiosa. Castel del Monte ha l’unicità della pianta ottagonale al cui centro c’è un cortile ottagonale, si pensa, originariamente occupato da una piscina. Agli angoli del poligono sorgono otto strutture, anch’esse ottagone, che hanno aspetto di torri ma la cui altezza non supera quella del corpo del castello. Strutturato su due piani, in ognuno di essi Castel del Monte comprende di otto sale trapezoidali tutte di dimensioni simili, ma caratterizzate da una sottile gerarchia a seconda del modo in cui comunicano tra loro o con il cortile interno. Non vi è fossato nè altra opera difensiva: infatti Castel del Monte non fu progettato per difendere un territorio, ma fu voluto dall’Imperatore per celebrare se stesso e il suo potere temporale, che si può denutare in lontananza con il suo aspetto di una corona che sovrasta la valle. I materiali utilizzati nel costruzione di Castel del Monte comprendono la pietra calcarea locale, bianca o rosata, il marmo, bianco o leggermente venato, e la breccia corallina, che svolgono ruolo importante nella percezione cromatica. Salvo brevi periodi di feste il Castel del Monte rimase per lo più adibito a carcere. Nel 1495 vi soggiornò Ferdinando d’Aragona, prima di essere incoronato re delle due Sicilie a Barletta. Il nome attuale del castello compare poco più tardi in un decreto dello stesso re, emesso da Altamura. Castel del Monte fu rifugio per molte nobili famiglie durante la pestilenza del 1656. Fin dal secolo XVIII, rimasto incustodito, fu sistematicamente devastato, spogliato dei marmi e degli arredi, e divenne ricovero per pastori, briganti, profughi politici. Nel 1876 Castel del Monte venne acquistato dallo Stato italiano e restaurato fino ad arrivare ai recentissimi ultimi interventi degli anni Ottanta, sino a diventare patrimonio mondiale dell’umanità. Castel del Monte è stato oggetto di studio che hanno creato diverse teorie e pensieri, infatti, molti vedono Castel del Monte come un capolavoro di stile, invece altri lo considerano un tempio di elevata spiritualità e mistero. Questo è dovuto anche al fatto che Castel del Monte risente del misticismo portato dalla forte personalità di Federico II.

 

Castellana Grotte, un paese dal sapore antico e singolare (i cui primi documenti risalgono al X secolo) appartenuto alle badesse del monastero di Conversano, si presenta con un centro storico ricco di chiese e splendidi palazzi gentilizi del XVIII secolo. A soli due Km dall’abitato, tra i tesori che la Puglia custodisce, sorgono le Grotte di Castellana, il complesso carsico più noto d’Italia, meta obbligata per chi vuole provare l’emozione del mistero e dell’avventura. Scoperte il 23 gennaio del 1938 dallo speleologo Franco Anelli, con un percorso di 3 Km, presentano un ambiente sotterraneo di particolare fascino e suggestione. Nelle segreta cavità del sottosuolo, a decine di metri di profondità, non ci vorrà molto a sentirsi i protagonisti di un avvincente viaggio nel tempo, tra drappeggi di alabastro, stalagmiti e stalattiti dai mille colori, laghetti sotterranei e stupende caverne, testimonianza delle civiltà preistoriche. Durante il percorso, della durata di circa tre ore, si potranno ammirare la Grotta Nera, il Cavernone dei Monumenti, il Cavernone della Civetta, la Cavernetta del Presepe e l’ultima meravigliosa scoperta: la Grotta Bianca, definita la più bella del mondo.

 

Fasano Proseguendo per altri 20 km lungo una strada panoramica si può raggiungere la Selva di Fasano, la quale ospita da venticinque anni lo Zoo-safari e il parco di Fasanolandia. Il parco è visitabile in automobile e si estende su una riserva di 80 ettari, dove è possibile trascorrere un’intera giornata ad ammirare le fiere e i tanti animali esotici (Sala Tropicale) in uno spazio suggestivo e pieno di attrazioni. Le otarie e i delfini stupiscono immancabilmente i visitatori con i loro scherzi e le straordinarie esibizioni. Non mancano le emozioni da brivido, offerte dalle montagne russe, dalla ruota panoramica, dallo slalom gigante, dal battello del Mississippi e dalle altre giostre.A pochi chilometri sorge Fasano, nata intorno al X secolo dopo la distruzione di Egnazia. Sopravvissuta alla caduta dell’Impero Romano, divenne sede vescovile in epoca paleocristiana. La campagna che circonda Fasano è ricca di masserie, immersa nel verde di querce, pini, uliveti e vigneti, e dolcemente accarezzata dalla brezza marina (Torre Canne, Savelletri).Il sottosuolo ospita anche qualche grotta naturale. Proseguendo per altri 11 km in direzione di Monopoli si giunge sulla costa adriatica, lungo la quale si alternano spiagge e scogliere lambite da acque verde smeraldo. Sul percorso s’incontra l’antica città romana di Egnazia, fondata nel XIII secolo A. C. e immortalata nei versi di Orazio. Oggi è un sito archeologico di grande valore storico-artistico. I primi insediamenti umani risalgono all’età del bronzo, nel VI sec. A.C. diventò una dimora messapica finché, nel 266, i romani imposero la loro dominazione. Fu poi Ottaviano Augusto a trasformare Egnazia in un porto che si affiancò a quello di Brindisi.Da visitare: il Museo, con testa in marmo del dio Attis e mosaico delle Tre Grazie; monumenti romani, paleocristiani e le acropoli (orario di visita: 08.30 – 13..30; 14.30 – 19.30). Poco distante, in località Capitolo, diversi lidi animano l’estate con i loro locali notturni (bar, discoteche, disco-pub). Proseguendo verso Nord si giunge a Monopoli, città portuale di tradizione marinara sin dall’epoca di Bizantini e Normanni.

 

Polignano a Mare è una cittadina pittoresca di origine greca che sorge su una scogliera di tufo, a picco sul mare e scavata da varie grotte carsiche, abitate nella preistoria. Dopo il dominio Bizantino e Longobardo, nel XVI secolo, Polignano appartenne a Venezia. Le molte terrazze che si affacciano sul mare offrono una suggestiva visione panoramica, uno spettacolo irripetibile.Dalle scogliere, altissime, si svolgono ogni anno gare di tuffi che impegnano atleti provenienti da tutto il mondo. La parte antica è raggiungibile attraverso la porta incastonata nel Palazzo Ducale. Passeggiando per i vicoli medievali del centro storico si giunge alla Chiesa Madre, con un bellissimo portale rinascimentale. A Polignano abbondano i negozietti di artigianato, i bar (è la patria del gelato artigianale) e i ristoranti (alcuni dei quali ricavati direttamente nella roccia). I caratteristici viottoli del centro storico sono animati, particolarmente in estate, da varie manifestazioni. La profondità e la limpidezza del mare, l’imponenza delle scogliere e i tanti punti d’aggregazione rendono Polignano un perfetto punto di incontro tra storia e modernità.Da visitare: la Grotta Palazzese, nota per l’intensa colorazione verde-azzurra; la Masseria Lamafico, sulla strada che collega Monopoli a Conversano, un chiaro esempio di masseria fortificata ma senza torre, con giardini e pozzo di stile orientale. Polignano dista 31 Km da Alberobello.

 

Monopoli dal greco Monos-polis, che significa città unica, singolare, era un villaggio che, come tanti nella Puglia Peucezia, doveva far da corona a Gnatia, emporium dell’Adriatico. L’etimo di Monopoli, nella sua accezione letterale di città unica, probabilmente fu coniato dopo il confluire, verso nord, degli abitanti di Gnatia, distrutta da Totila – Re dei Goti – nel 545 d.C.. Nei secoli successivi, come buona parte dell’Italia meridionale fu governatada Normanni, Bizantini e Svevi.Nel 1484, con l’arrivo dei Veneziani, cominciò per essa un periodo di notevole crescita economica, dovuta in particolar modo allo sviluppo delle attività del suo porto, situato in posizione strategica e considerato unico rifugio sicuro ed attrezzato fra Bari e Brindisi, nonchè sbocco di un vasto retroterra, ricco di prodotti richiesti su mercati esteri (olio, mandorle, carrube, vino) e centro importatore di numerose altre merci.E’ del 1530, con il concludersi della dominazione veneziana, il tentativo di trasformare Monopoli in Baronia o Marchesato; tentativo frustrato dalla decisa opposizione del popolo monopolitano che volle riscattarsi, pagando all’Imperatore 51.000 ducati d’oro. Ridiventata città libera sotto il governo spagnolo, nel 1545, sempre con pubblico denaro, Monopoli ampliò le sue mura di cinta e nel 1552 fu ingrandito e restaurato l’antico Castello di Enrico IV e Federico II, ad opera del Marchese Don Ferrante LOFFREDO su ordine di Carlo V.Alla dominazione spagnola che si concluse nel 1713 subentrò quella austriaca che terminò nel 1734, quando i Borboni si insediarono a Napoli per cingere la corona meridionale.Successivamente la città seguì tutte le vicissitudini che interessarono il Regno di Napoli, fino a quando nel 1860 fu annessa al regno d’Italia, seguendo le sorti di tutta la nazione.La costa, lunga circa 13 km, è bassa e frastagliata, con oltre 25 stupende calette e insenature, ampie distese sabbiose e molti tratti di spiaggia libera, si rende particolarmente adatta alla balneazione.Vi sono numerosi stabilimenti balneari tra cui si ricordano: S. Stefano (contrada S. Stefano, adiacente all’Abbazia di S. Stefano), Lido Pantano, Lido Sabbia d’Oro, Torre Cintola, Porto Giardino, Porto Ghiacciolo, Torre Egnatia, Le Macchie, Baia del Sol… Molti di questi stabilimenti si trovano nell’ormai rinomata località balnerare “Capitolo”, famosa per la sua frizzante vita notturna, a circa 6 Km dal centro della città.Tra i principali monumenti: il Castello Carlo V (XVI secolo), l’Ospedale Gerosolomitano (fondato nel 1350 dal Sovrano Militare Ordine di Malta come Commenda di San Giovanni di Monopoli, sito nel centro storico in largo San Giovanni con omonima chiesa.), Palazzo Palmieri (sec. XVIII), la biblioteca comunale “Prospero Rendella”, l’Abbazia di Santo Stefano, i resti delle Mura di Cinta, Piazza Vittorio Emanuele (XIX secolo), la Villa Comunale. Da non dimenticare le numerose cripte e chiese del centro storico, i musei (museo Meo-Evoli, museo Egnazia, museo diocesano) e le numerose masserie fortificate e ville patrizie nell’agro monopolitano.

 

Matera, con uno dei centri storici più affascinanti del mondo, rappresenta una delle più particolari forme di adattamento da parte dell’uomo; infatti, con un substrato abitativo consistente in grotte scavate nel masso tufaceo, Matera possiede uno dei centri più antichi del mondo risalenti al paleolitico. I suoi antichi rioni, denominati Sassi di Matera, sono una scultura gigantesca, un miracolo urbanistico nel quale è possibile denotare tantissimi elementi che si riferiscono alle varie vicende storiche succedutesi nel corso dei secoli. Oggi quasi totalmente disabitati, i Sassi di Matera ospitavano circa 15.000 persone sino al 1952, anno in cui lo Stato ne decretò lo sfollamento per motivi igienico-sanitari. La struttura urbana, scavata nel tufo della Gravina di Matera, risulta unica nel suo genere, con un intricato sistema di vicoli, scale, grotte, archi, orti, terrazze e comignoli. Particolare è anche la gestione del sistema idraulico e la costruzione di cisterne completamente scavate nel terreno che permetteva agli abitanti di Matera di conservare l’acqua fresca. Qui si comprende come gli abitanti di Matera siano man mano risaliti dalle grotte-rifugio anteponendovi facciate, costruendo tetti che organizzava in piccoli orti pensili; un condensato storico artistico di spazi ricavati nella calcarenite, ovvero nella pietra chiamata tufo dagli abitanti di Matera.Alla fine del 1993 i Sassi di Matera furono dichiarati dall’UNESCO “patrimonio dell’umanità da tramandare alle generazioni future” ed elencati tra le 395 meraviglie del mondo. Nel 1994 Matera ha ottenuto il Premio dell’Unione Europea per la migliore programmazione urbana territoriale. Grazie a queste peculiarità il centro storico di Matera è anche definita “città sotteranea”. Molte sono le chiese a Matera edificate dal XIII secolo al XIX, maggiormente in stile barocco, dimostrando come, parallelamente alle laure e le grotte, si sviluppava una vita già cittadina.A Matera (55.000 abitanti), ad oggi si possono osservare sia le varie influenze storiche, che le nuove realizzazioni nella “nuova” Matera. Usciti dall’area dei Sassi di Matera, ci si affaccia nell’entroterra dalle caratteristiche contrastanti e sorprendenti con piccole case di campagna, grandi masserie, e piccoli centri abitati situati sulle cime dei monti.Da visitare il Parco delle Chiese Rupestri del territorio di Matera, con oltre 8.000 ettari di superficie, che nasconde ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche impensate, dove si possono osservare rocce nude e brulle con una bassa vegetazione e profonde ed irregolari incisioni del territorio, le cosiddette “gravine” di Matera, dove si possono trovare forme di sfruttamento della roccia calcarenitica da parte degli abitanti di Matera.

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I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati dall’utente inviano direttamente al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente (c.d. cookie propri di prima parte). Nel corso della navigazione su un sito, l’utente può ricevere sul suo terminale anche cookie di siti o di web server diversi (c.d. cookie di terze parti); ciò accade perché sul sito web visitato possono essere presenti elementi come, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine web di altri domini che risiedono su server diversi da quello sul quale si trova la pagina richiesta. In altre parole, sono quei cookie che vengono impostati da un sito web diverso da quello che si sta attualmente visitando.
I cookie possono avere una durata limitata ad una singola sessione di navigazione sul browser (c.d. cookie di sessione), ed in tal caso si disattivano automaticamente al momento della chiusura del browser da parte dell’utente; oppure possono avere una scadenza predeterminata e, in tal caso, rimarranno memorizzati ed attivi nel tuo hard disk fino a tale data di scadenza, continuando a raccogliere informazioni nel corso di differenti sessioni di navigazione sul browser (c.d. cookie permanenti).
I cookie sono utilizzati per diverse funzioni. Alcuni sono necessari per consentirti di navigare sul Sito e usufruire delle sue funzionalità (c.d. cookie tecnici). Altri sono utilizzati per ottenere informazioni statistiche, in forma aggregata o non, sul numero degli utenti che accedono al Sito e su come il Sito viene utilizzato (c.d. cookie di monitoraggio o analytics). Altri, infine, sono utilizzati per tracciare un tuo profilo di consumatore e farti visualizzare annunci pubblicitari sul Sito che possano essere per te interessanti, in quanto coerenti con i tuoi gusti e le tue abitudini di consumo (c.d. cookie di profilazione).
Per conoscere più in dettaglio queste diverse categorie di cookie continua a leggere questa informativa. Scopri come funzionano ed a cosa servono, e scegli liberamente se acconsentire al loro utilizzo o impedirlo.

1.1 I cookie tecnici
I cookie tecnici sono utilizzati sul Sito al solo fine di rendere possibile la tua navigazione sul Sito e consentirti di utilizzarne le funzionalità. Si tratta sempre di cookie di prima parte, in quanto sono veicolati direttamente da noi sul Sito.
Alcuni cookie tecnici sono indispensabili per offrirti un’ottimale esperienza di navigazione o per consentirti di autenticarti sul sito, ad esempio per realizzare un acquisto sul Sito o entrare nella tua area riservata (c.d. cookie di navigazione). I cookie di navigazione sono normalmente cookie di sessione e, pertanto, una volta chiuso il browser di navigazione, vengono di disattivati automaticamente.
Altri cookie tecnici sono utili per consentirti di memorizzare alcune tue preferenze (ad esempio, la lingua o il paese di provenienza) senza doverle reimpostare nel corso delle visite successive (c.d. cookie di funzionalità). Per questo motivo, i cookie di funzionalità sono spesso cookie persistenti, in quanto rimangono memorizzati nel tuo computer anche dopo la chiusura del browser di navigazione, fino alla data di scadenza per essi prevista o fino a quando tu abbia deciso di eliminarli.
Come previsto dalla normativa vigente in materia di privacy, per l’installazione di tali cookie non è richiesto il tuo preventivo consenso. Naturalmente sei libero di bloccare l’installazione dei cookie tecnici, modificando le impostazioni del tuo browser (leggi il paragrafo E, n. 1 per sapere come fare). Considera, tuttavia, che, bloccando l’installazione dei cookie tecnici, o successivamente eliminando gli stessi, la possibilità di accedere al Sito, di usufruire in tutto o in parte dello stesso, di abilitare o disabilitare determinate funzioni o di ricevere determinati servizi potrebbe essere in tutto o in parte compromessa.

1.2 I cookie di monitoraggio o “analytics”
I cookie analytics sono utilizzati sul Sito per raccogliere informazioni statistiche, in forma aggregata o non, sul numero degli utenti che accedono al Sito e su come questi visitano il Sito stesso.
I cookie analytics di questo Sito sono cookie di terze parti, poiché non vengono direttamente veicolati da noi ma da soggetti terzi. Non sono, quindi, installati direttamente dalla Società ma da soggetti terzi.
I seguenti cookie analytics di terza parte sono installati sul Sito senza il tuo consenso preventivo, perché essi sono meno invasisi in quanto anonimizzati, non potendo le terze parti accedere a dati disaggregati di analytics a livello di indirizzo IP (in altre parole, utilizzando questi cookie, i soggetti terzi non possono risalire alla tua identità):

Nome del Cookie: Google Analytics
Categoria del cookie: cookie analytics di terza parte - permanente
Link all’informativa / Istruzioni sull’opt-out:
- https://www.google.com/analytics/learn/privacy.html?hl=it
- https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Per questo motivo, quando accedi al Sito viene visualizzato in evidenza un apposito banner, che ti informa che (i) sul Sito sono utilizzati dei cookie analytics di terze parti e che (ii) chiudendo il banner, scorrendo l’home page o cliccando qualunque elemento dell’home page al di fuori del banner, si acconsente all’uso dei cookie. Qualora tu dovessi esprimere il tuo consenso all’installazione dei cookie con questa modalità, terremo traccia del tuo consenso attraverso un apposito cookie tecnico. In questo modo, eviteremo di farti visualizzare il banner sui cookie nel corso delle tue successive visite al Sito. Ti preghiamo di considerare che, qualora tu dovessi eliminare questo cookie tecnico dal tuo browser con le modalità di cui al successivo paragrafo E, n. 1), la traccia del tuo consenso verrebbe persa e, pertanto, nel corso della tua successiva visita al Sito il banner sui cookie sarà visualizzato nuovamente.
Naturalmente sei libero di bloccare l’installazione dei cookie analytics in qualsiasi momento, senza che la possibilità di visitare il Sito e fruire dei suoi contenuti sia in qualsiasi modo compromessa. Per sapere come fare, leggi attentamente le informative sui cookie delle terze parti seguendo i link riportati nella tabella qui sopra.

1.3 I cookie di profilazione
I cookie di profilazione sono utilizzati per creare un tuo profilo di utente, basato sulle preferenze ed i gusti da te manifestati durante la navigazione su Internet, e farti visualizzare messaggi pubblicitari coerenti con il tuo profilo. In questo modo i messaggi pubblicitari che visualizzerai sul nostro Sito potranno essere per te maggiormente interessanti.
Come previsto dalla normativa vigente in materia di privacy, per l’installazione di tali cookie è richiesto il tuo preventivo consenso. Per questo motivo, quando accedi al Sito viene visualizzato in evidenza un apposito banner, che ti informa che (i) sul Sito sono utilizzati dei cookie di profilazione e che (ii) chiudendo il banner, scorrendo l’home page o cliccando qualunque elemento dell’home page al di fuori del banner, si acconsente all’uso dei cookie. Qualora tu dovessi esprimere il tuo consenso all’installazione dei cookie con questa modalità, terremo traccia del tuo consenso attraverso un apposito cookie tecnico. In questo modo, eviteremo di farti visualizzare il banner sui cookie nel corso delle tue successive visite al Sito. Ti preghiamo di considerare che, qualora tu dovessi eliminare questo cookie tecnico dal tuo browser con le modalità di cui al successivo paragrafo E, n. 1, la traccia del tuo consenso verrebbe persa e, pertanto, nel corso della tua successiva visita al Sito il banner sui cookie sarà visualizzato nuovamente.
Naturalmente sei libero di bloccare l’installazione dei cookie di profilazione in qualsiasi momento, senza che la possibilità di visitare il Sito e fruire dei suoi contenuti sia in qualsiasi modo compromessa. Se decidi di disattivare la pubblicità comportamentale non significa che non riceverai più pubblicità sul Sito. Tuttavia, i banner che visualizzerai sul Sito potrebbero non rispecchiare i tuoi interessi o le tue preferenze sul browser che stai attualmente utilizzando.
In questo sito, i cookie di profilazione sono installati da soggetti terzi, che agiscono in qualità di autonomi titolari del trattamento (cookie di terze parti). Ecco un elenco dei cookie di profilazione di terze parti attualmente utilizzati sul Sito, con l’indicazione del link alle pagine informative create dai loro sviluppatori:

Nome del Cookie: Google
Categoria del cookie: cookie di profilazione di terza parte - permanente
Link all’informativa:
Informativa sui cookie:
https://policies.google.com/technologies/ads?hl=it

Link per la disattivazione:
https://tools.google.com/dlpage/optoutplugin/eula.html

2. Come gestire i cookie ed opporti al loro utilizzo
Ci sono diverse opzioni per gestire, disabilitare e cancellare i cookie.
(1) Cambia le impostazioni del tuo browser
Segui le istruzioni fornite dal produttore del browser che utilizzi per scoprire come gestire, disabilitare o cancellare tutti i cookie (tecnici, analytics e di profilazione):
Explorer: https://support.microsoft.com/en-us/kb/196955/it
Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
Opera: http://help.opera.com/Windows/10.00/it/cookies.html

Fai le tue scelte con attenzione. Bloccando indiscriminatamente la ricezione di tutti i cookie, inclusi quelli tecnici, senza prevedere una specifica eccezione per il Sito, potresti, infatti, non essere più in grado di navigare sul Sito o di usufruire in tutto o in parte delle sue funzionalità. Inoltre, cancellando tutti i cookie dal browser, anche i cookie tecnici potrebbero essere rimossi e, pertanto, potresti rimuovere le preferenze che hai impostato utilizzando il Sito o non ritrovare più i prodotti o servizi inseriti nel tuo carrello.

(2) Utilizza i nostri strumenti interattivi o quelli forniti dalle terze parti
Per disabilitare i cookie di profilazione di prima parte, ovvero quelli installati direttamente da noi, puoi semplicemente utilizzare il pulsante interattivo che compare in evidenza nel paragrafo D di questa informativa. La tua scelta di opporti all’utilizzo di questi cookie non avrà alcuna conseguenza sulla possibilità di navigare sul Sito ed utilizzarne le funzionalità, e potrà essere da te comunque in qualsiasi momento revocata utilizzando lo stesso pulsante interattivo.
Per disabilitare i cookie di terze parti, consulta le informative privacy dei terzi che installano cookie analytics (vedi il precedente paragrafo C) o cookie di profilazione (vedi il precedente paragrafo D) per conoscere gli altri strumenti a tua disposizione per gestire, disabilitare e cancellare i cookie, e più in generale per opporti al loro utilizzo. Ricordati che, disabilitando i cookie di terze parti, (i) ti opponi al loro utilizzo non soltanto sul Sito ma su tutti i siti Internet su cui tali cookie sono utilizzati e (ii) la possibilità di navigare sul Sito ed utilizzarne le funzionalità non sarà in alcun modo pregiudicata. Quando disabiliti i cookie di terze parti visualizzerai comunque il banner nell’home page sul Sito relativo ai cookie; in questo caso, però, chiudendo il banner, scorrendo l’home page o cliccando qualunque elemento dell’home page al di fuori del banner, non riceverai nessun cookie di terza parte che hai correttamente disabilitato.

(3) Utilizza il sito Internet www.youronlinechoices.eu/it/
Your Online Choices è un sito Internet gestito dall’associazione non-profit European Interactive Digital Advertising Alliance (EDAA), la cui versione in lingua italiana è raggiungibile all’indirizzo www.youronlinechoices.eu/it/, che fornisce informazioni sulla pubblicità comportamentale basata sui cookie di profilazione (http://www.youronlinechoices.com/it/a-proposito) e consente agli utenti di Internet di opporsi facilmente (opt-out) all’installazione dei principali cookie di profilazione installati dagli operatori pubblicitari ed utilizzati su siti Internet (http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte). Prima di utilizzare questo strumento, ti consigliamo di leggere attentamente le condizioni generali di servizio del sito Your Online Choices (http://www.youronlinechoices.com/it/condizioni-generali-di-servizio), le domande frequenti (FAQ) (http://www.youronlinechoices.com/it/faqs) e la guida per l’utente (http://www.youronlinechoices.com/it/help).
Utilizza consapevolmente Your Online Choices. Sebbene, infatti, Your Online Choices riunisca molte delle più importanti società del mondo pubblicitario che utilizzano cookie, alcune delle terze parti che installano cookie attraverso il Sito potrebbero non aver aderito a Your Online Choices. Pertanto, l’utilizzo di Your Online Choices non garantisce che si riceveranno cookie di terze parti navigando sul Sito. Ricordati, inoltre, che eliminando tutti i cookie dal proprio browser, anche i cookie tecnici rilasciati da Your Online Choices per ricordare le tue scelte potrebbero essere eliminati, rendendo nuovamente attivi i cookie di terze parti.

3. Modalità di trattamento e tempi di conservazione dei dati
Come evidenziato nella premessa di questa informativa, la Società raccoglie e tratta alcuni tuoi dati personali attraverso i cookie che essa veicola direttamente sul Sito (cookie di prima parte). La Società agisce in qualità di titolare del trattamento di questi dati, in conformità alle previsioni del Regolamento. Tratteremo i tuoi dati solo con strumenti elettronici, in maniera totalmente automatizzata e senza intermediazione umana. Pertanto, i nostri dipendenti e collaboratori non accederanno mai al contenuto dei tuoi dati personali ottenuti attraverso i cookie, il che significa che non saranno mai in grado di accedere a e / o avere informazioni personali identificative (IPI) dirette.
Alcuni dei nostri dipendenti e collaboratori, da noi nominati quali incaricati del trattamento, potrebbero effettuare degli interventi di manutenzione sui sistemi informatici che ospitano i tuoi dati, senza poter mai accedere al loro effettivo contenuto. I dati personali potrebbero essere memorizzati nei server gestiti da soggetti terzi (es. fornitori di sistemi informatici) o potrebbero essere gestiti da soggetti specializzati nella pubblicità online, che agiscono in qualità di responsabili esterni del trattamento sulla base di un’apposita nomina per iscritto da parte della Società. Ti informiamo che, nel rispetto dei presupposti e delle garanzie stabilite dal Regolamento, i tuoi dati potrebbero essere trasferiti in Paesi non appartenenti all’Area Economica Europea, che potrebbero non offrire un livello di tutela della privacy e della protezione dei dati personali paragonabile a quello garantito dalle leggi italiane ed europee sulla privacy, ma come titolare terremo in massima considerazione la sicurezza dei dati, pertanto procederemo nella gestione di tali trasferimenti con tutte le dovute cautele e garanzie. I tuoi dati personali non saranno comunicati a terzi titolari del trattamento né saranno diffusi.

4. I tuoi diritti
Per esercitare i tuoi diritti, o ottenere alcuna ulteriore informazione o chiarimento in relazione alla presente Informativa Cookie, ti preghiamo di contattare il Titolare con le seguenti modalità:

Inviando una raccomandata a/r alla sede legale del Titolare: COOP. P.L.A.T.A. A.R.L. - VIA CASTELLANA GROTTE KM. 1,5 - 70011 - Alberobello (BA) - P.IVA: 03162780724
Inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo info@campingdeitrulli.it

Ai sensi del Regolamento, il Titolare informa che gli Utenti hanno il diritto di ottenere l’indicazione (i) dell’origine dei dati personali; (ii) delle finalità e modalità del trattamento; (iii) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici; (iv) degli estremi identificativi del titolare e dei responsabili; (v) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o incaricati.
Inoltre, gli Utenti hanno il diritto di ottenere:
a) l’accesso, l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi hanno interesse, l’integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.
Inoltre, gli Utenti hanno:
a) il diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento, qualora il trattamento si basi sul loro consenso;
b) (laddove applicabile) il diritto alla portabilità dei dati (diritto di ricevere tutti i dati personali che li riguardano in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico), il diritto alla limitazione del trattamento dei dati personali e il diritto alla cancellazione (“diritto all’oblio”);
c) il diritto di opporsi:
i) in tutto o in parte, per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che li riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
ii) in tutto o in parte, al trattamento di dati personali che li riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale;
d) qualora ritenessero che il trattamento che li riguarda violi il Regolamento, il diritto di proporre reclamo a un’Autorità di controllo (nello Stato membro in cui risiedono abitualmente, in quello in cui lavorano oppure in quello in cui si è verificata la presunta violazione). L’Autorità di controllo italiana è il Garante per la protezione dei dati personali, con sede in Piazza di Monte Citorio n. 121, 00186 – Roma (http://www.garanteprivacy.it/).

*** Il Titolare non è responsabile per l’aggiornamento di tutti i link visualizzabili nella presente Informativa Cookies, pertanto ogni qualvolta un link non sia funzionante e/o aggiornato, gli Utenti riconoscono ed accettano che dovranno sempre far riferimento al documento e/o sezione dei siti internet richiamati da tale link.

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